lunedì 4 maggio 2009

E' tempo di fischi vergongnosi


Si tirano le somme, come ogni stagione arrivati a Maggio i punti pesano come macigni e i tifosi non hanno più pazienza, nessuno li può confortare dicendo "il campionato è ancora lungo, i giochi sono aperti". E in Italia la cultura sportiva è ridotta ai minimi termini, poter accettare sportivamente che l'Inter di Mou sia di gran lunga superiore a tutte le altre compagini sembra impassibile e allora spuntano frnachi tiratori tra le tribune dell'Olimpico di Torino che a gran voce invocano teste mozzate su vassoi di argento, si parte da Ranieri per arrivare a Blanc e Cobolli. A questo punto mi domando se la memoria dei tifosi sia troppo corta per ricordarsi che solo due stagioni fa la Juventus giocava con l'Arezzo e pochi mesi fa si giocava dignotosamente un ottavo di finale di Champions contro il Chelsea, oppure siano semplicemente la fotografia del tifoso medio, quello che deve vincere sempre e comunque e un qualsiasi risultato che da questo obiettivo si allontani è fallimentare. La squadra di Ranieri a mio modesto parere ha di gran lunga superato le attese, battendo il Real Madrid, seguendo la corazzata interista sino ad Aprile e spremendo al massimo una squadra che gioca a calcio da Luglio (vedi preliminari), con una preparazione che quindi non gli permette certo di andare in campo con la giusta tonicità fisica. E se la motivazione fisica non dovesse bastare passerei a quella tecnica. Esiste qualcuno che allenatore di Milan, Inter o Roma farebbe giocare titolare nella propria squadra elementi come: Molinaro, Grygera, Poulsen, Mellberg, Marchionni o Knezevic? Ecco la Juve è arrivata li dov'è giocando con una difesa dove i titolari, in altre società, sarebbero stati a bordo campo insieme ai ragazzini a raccoglier palloni e lanciare rifocillanti bottigliette d'acqua. Eppure tutto questo sembra non bastare, il carattere e la storia non fanno vincere gli scudetti, e oggi i tifosi dovrebbero, anzi che fischiare, osannare i propri beniamini per dare loro quella spinta anche emotiva che adesso serve come l'osigeno per tenere saldo il terzo posto.
A far discutere ci si mette anche la curva neroazzurra, in questo caso penso che i fischi siano fisiologici, dopo 20 anni passati a fischiare a Maggio, è quasi una tradizione alla quale i tifosi non possono resistere. Non vedo come altrimenti si possa fischiare uno come Ibra che da solo, e lo sottolineo, da solo, ha vinto uno scudetto segnando come non mai e nessuno parla degli assist per i compagni. E' un intero anno che l'Inter non da spettacolo e vince con i muscoli, e con le magie del suo fuoriclasse, e adesso, a Maggio si pretende il calcio champagne? E il pensiero di Ibra a riguardo è stato chiaro a tutti, poi a fine partita per tornare sano e salvo a casa dice che addirittura i fischi gli sono serviti, ma se avete notato bene, sotto braccio aveva un vocabolario Svedese-Spagnolo (dell'italiano non gli è mai interessato tanto).
Bisognerebbe imparare dai tifosi inglesi, l'Arsenal in Italia non potrebbe esistere, una squadra che spende zero, vince poco, fa crescere i giovani talenti e fa divertire i propri tifosi. Da noi o si arriva primi o arrivano fischi e paroloni; anzi no, arrivano anche se si arriva primi e in carrozza.

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