domenica 18 gennaio 2009

San Siro implora "kaka rimani con noi"


Ero uno stadio quasi tutto esaurito quello che ieri ha intonato cori pro-kaka dall'inizio alla fine del match con la stessa vigoria e forza dei primi minuti sino al 90°. La cronaca della partita ieri sera è passata in secondo piano e lo strepitoso gol di Pato non si è guadagnato le giuste prime pagine,ieri l'attenzione e la paura del pubblico era rivolta tutta al "suo" Riky, l'idolo dei tifosi, il giocatore che incarna il Milan e i suoi ideali. E se quegli stessi ideali sono ancora vivi e fondanti di quella società che negli anni si è distinta per serietà e forza, Kaka non potrà essere ceduto. E' ormai diventata una questione di principio, oggi Kaka, domani Pato e dopodomani chissà chi, il club di Berlusconi non può rischiare di diventare un supermercato per ricchi folli che buttano i dollari come fossino noccioline. La curva sud è stata chiara " chi vende Kaka, ce la pagherà", la minaccia è ovviamente sportiva, senza Kaka questo Milan si ridimensiona e di molto e non esiste certezza che 120 milioni (oggi un pò meno reali dopo le smentite dei miliardari arabi) siano sufficenti per acquistare numeri uno e ricostruire una squadra. Pensiamo bene a una società che si vede arrivare Galliani con le tasche piene di soldi, il prezzo dei giocatori lieviterà irrimediabilmente, arrivando ad inflazionare tutto il mercato, come a suo tempo successe con Abramovich. Il popolo rossonero è compatto, le emozioni percepite ieri allo stadio, anche rischiando di diventare moralisti, non hanno prezzo, non esiste una somma economica che consenta di avere 40mila abbonati a stagione, l'umore dei tifosi è fondamentale, e quattro nuovi giocatori o "mercenari" non danno le garanzie che potrà dare un simbolo come Kaka. Ora sta al Milan capire che i bilanci sono importanti, ma il calcio non è un modo per investire quattrini, è lo sport nazionale, è solo passione e amore, e il brasialiano rossonero è l'incarnazione di questi sentimenti per tutte quelle 70mila perosne che ieri hanno affollato il Meazza.

venerdì 16 gennaio 2009

Kaka va ceduto


La società rossonera negli ultimi anni, o per meglio dire da quando il presidente è Berlusconi, ha seguito una linea di mercato ben precisa, comprare solo grandi campioni o petenziali campioni e blindare i propri gioielli, facendone dei veri e propri simboli. I nomi e gli esempi si potrebbero sprecare e l'ultimo di questi è porprio Kaka. Il fantasista rossonero è al centro di clamorose offerte multimilionarie da diversi anni, e i dirigenti rossoneri hanno sempre tirato avanti minacciando anche esposti ufficilali alla Fifa per chi si fosse permesso di continuare ad insistere sia ufficialmente che telematicamente nella propaganda su Kaka. Oggi però è cambiato qualcosa, forse perchè il 120 milioni di euro proposti dalla sceicco del City sono veri e tangibili, forse perchè oggi il Milan non ha più quel potere economico che negli anni passati gli consentiva di muoversi sui pezzi migliori del mercato e proteggere i propri pupilli dagli assalti delle concorrenti. Il tifoso milanista non vede di buon occhio la cessione di quello che unanimamente è riconosciuto come il miglior giocatore del mondo, o nella visione più negativa, uno dei migliori in assoluto. Per il Milan e i milanisti Kaka è un simbolo, il prossimo capitano, il giocatore completo, sia sotto il profilo tecnico che umano. Ma in questo periodo di crisi per il calcio italiano e sopratutto per le casse delle nostre squadre la clamorosa offerta inglese è giustamente saltata agli occhi e al portafoglio dei dirigenti rossoneri. Da diversi anni ormai i colpi di mercato rossoneri sono di secodno piano, e il motivo è semplice ed evidente, mancano i soldi, quei soldi che il City verserebbe nelle casse rossonere e che darebbero alla società di via Turati la possibilità di investire in modo massiccio sul mercato per quantomeno rivoluzionare buona parte della squadra e facendo grandi acquisti. Ma entrando nel concreto della situazione si potrebbero fare delle previsioni, dei nomi : il primo è sicuramente Mexes, un difensore di spessore mondiale, e i contanti arabi, girati dal Milan alla Roma farebbero bene anche alle casse dei Sensi, altro tassello sarebbe sicuramente un centrocampista di valore, uno come Fabregas per intenderci. Il ritorno di Gourcuff sarebbe un buon rimpiazzo sulla trequarti, anche in prospettiva il francesino sta dimostrando di essere maturato molto e si può puntare su questo giovane. In attacco invece il nome principe rimane sempre quello di Adebayor. Rimarrebbero ancora diversi milioni da investire per ringiovanire ancora la difesa e il centrocampo, insomma una mezza rivoluzione pagata con il sacrificio di Kaka, come un tempo la Juve fece con il sacrificio di Zidane. E' davvero così sbagliato cedere Kaka? Tifosi rossoneri pensateci bene.