mercoledì 5 marzo 2008

Good Bye


Dopo sei anni nei quali i rossoneri sono sempre stati protagonisti in Europa siamo arrivati alla resa dei conti, quella che l'anno scorso fu offuscata da una "utopica" vittoria in Champions League. I segni della fine di un ciclo erano però già chiari, 20 punti e passa dalla prima in campionato e una qualificazione champions acchiappata con le unghie dovevano essere un segnale forte non solo per i tifosi ma anche per la società. I primi appannati dalle lacrime di gioia per la vittoria sul Liverpool hanno lasciato fare alla dirigenza dandole piena fiducia, ma questa forse appannata dalle lacrime per i soldi intascati non è riuscita a vedere gli enormi problemi che il gruppo del Milan aveva già palesato inq uella stagione. Si è allora puntato su un Ronaldo eternamente infortunato, su un Inzaghi che può giocare si e no una decina di partite all'anno e su una difesa che come esterni fluidificanti si è ritrovata dei nonnini che non avendo i super poteri dopo una discesa sulla fascia necessitano di una vacanza in montagna per recuperare le energie. Il solo innesto di Pato ha risollevato un pò le chance di non pareggiare tutte le partite 0-0 ma è logico che un 18enne non possa certo trascinare una squadra con 80mila tifosi e una storia alle spalle che sarebbe un macigno per qualsiasi veterano. Le colpe dei dirigenti di via Turati sono allora sempre più evidenti ma bisogna stare attenti a non colpevolizzare la squadra e l'allenatore che per le possibilità che avevano hanno veramente dato tutto. Ma contro un'Arsenal giovane veloce, grintoso e ricco di talento questo Milan ha davvero potuto poco e anzi, è da considerarsi un mezzo successo essere ritornati da Londra con un pareggio ed essere arrivati sino all'80esimo senza prendere gol. Ma sono stati più bravi, sotto tutti gli aspetti, gioco, corsa e coraggio.

Ora il Milan deve fare una analisi interna e capire cosa cambiare, a mio parere si deve partire dal ringiovanimento del grupo e dall'innesto di pochi grandi campioni. Magari cercare di prendere giocatori duttili, che possano adattarsi a diversi tipi di modulo per evitare che la squadra rossonera debba dipendere dal piede di Pirlo e dalle invenzioni di Kaka, che seppur campioni assoluti non sono alieni infallibili. Non rimane che dire, grazie Milan per questi begli anni di successi e in bocca al lupo per il futuro, perchè per ora non se ne vede l'ombra di futuro.