giovedì 31 maggio 2007

Buffon, tormentone finito?


BUFFON, TORMENTONE FINITO??

Sarà finalmente arrivato alla conclusione il tormentone Buffon, resta o va via?. Ormai la domanda più gettonata del calciomercato ha iniziato a stufare gli stessi esperti che ne parlano quasi con un filo di indifferenza o ancor peggio di insofferenza. Ormai con i contratti dei portieri dei club più importanti più che mai saldi, pareva davvero difficile che Buffon, visto sopratutto il suo prezzo, potesse cambiare squadra, imponendo a chi lo acquistava, oltre ad un onerosissomo sforzo economico, anche il peso di dover pagare il contratto al suo precedente portiere visto che vendreli è sempre molto difficile, considerati ovviamente i loro ingaggi. Questo tira e molla allora era diventata più un mezze dispetto infantile del numero 1 della Nazionale e ora, con il probabile arrivo di Lippi, pare che il portierone si sia convinto a finire questo tira e molla e comuncare (finalmente) quale potrà essere al 75% la sua scelta: rimarrà alla Juve. Pare che a contribuire alla tanto agognata permanenza nel club torinese ci sia stata l'esperienza del Milan, che, partito dai preliminari è riuscito ad alzare la coppa più importante dimostrando che quello che conta non è solo avere campioni, ma saperli far giocare insieme, avere intenti comuni, un gruppo solido che remi in un'unica direzione. Quindi Buffon ora si sente parte di questo gruppo che spera possa vincere e raggiungere i più importanti obbiettivi già dai prossimi anni. A quanto pare è deciso, Buffon alla Juve......o almeno speriamo che sia finita così!!!

mercoledì 30 maggio 2007

Gila, vuole cambiare aria?


GILA,VUOL CAMBIARE ARIA?

Gilardino appena due anni fa arrivò a Milanello ad un oneroso costo di 24milioni di euro. I soldi investiti sono stati tanti e i risultati seppur buoni, con una media di 15 gol stagionali, non sono stati comunque all'altazza di quello che ci si aspettava, sopratutto quest'anno, quando il peso dell'attacco prima dell'arrivo di Ronaldo era tutto sulle sue spalle. E quidni pare che lo stesso Gila senta che intorno a lui la fiducia sta venendo a scemare e, inizia a balenargli l'idea di poter volare a Torino. Una piazza importantissima anche senza Champions e che gli darebbe il ruolo di prima punta fissa. La sua volontà sembra essere legata all'ipotetico arrivo di un'altro grande nome in attacco che andrebbe così a far diminuire ancora di più le sue certezze di avere un posto fisso in scuadra e di essere il giocatore chiave dell'attacco rossonero. A questo punto bisogna chiedersi se Gilardino in questi due anni abbia fatto vedere in campo le qualità che possano permettergli di pretendere un posto da titolare oppure, abbia ottenuto più di quanto ha dato. A mio parere la società di via Turati non dovrebbe cedere il giovane attaccante ex Parma che sicuramente ha dato un buon contributo non essendo comunque al top, se dovesse crescere e maturare potrebbe davvero essere un ottimo giocatore per questo Milan. Poi ci si interroga sul perchè se uno come Inzaghi è riuscito a sedersi in panchina tante volte, e a meritarsi il posto lavorando, questo non lo possa fare anche uno come Gilardino, che dalla sua parte ha anche la giovane età e l'indiscusso talento. D'altra parte il Milan non può rischiare che anche il prossimo anno non ci sia il salto di qualità del numero 11 rossonero, e quidni l'acquisto di un pezzo da novanta in attacco sembra essere necessario. Gilardino ha ora una scelta da fare, allenarsi e dimostrare di essere degno di giocare nella scuadra campione d'Europa, o cambiare aria e andare dove punteranno solo su di lui e non si dovrà metter troppo in discussione.

martedì 29 maggio 2007

GATTUSO DICE BASTA


GATTUSO DICE BASTA

BASTA. È questa la parola d’ordina detta da Gattuso ieri sera in una trasmissione calcistica di un’emittenze minore. Queste sono le parole di “Ringhio” : “Non ce la faccio più a sentire questa storia dei "signori". L'Inter non ci può insegnare come comportarci. Moratti si dimentica il gesto dell'ombrello. Io sono amico di Materazzi, gioco con lui in Nazionale, ma ora deve finirla anche lui. Quello che abbiamo fatto è indifendibile. Anche Moratti che dice "I giocatori non dimenticheranno" suona come una minaccia. Ma ora basta con queste polemiche. Ci siamo scusati. Cosa dobbiamo fare di più? Dobbiamo andare a piedi fino in Germania? In Italia perdoniamo gente che fa cose peggiori... Quando Maldini ha visto lo striscione, è diventato una bestia. Quello striscione è arrivato ad Ambrosini, ma poteva capitare a chiunque. Siamo reduce da un anno che ci sentiamo dire "lo scudetto degli onesti". Questa cosa mi pesa. Quando giocavo, ho sempre sudato in mezzo al campo, non mi accorgevo se c'erano dei favori esterni.Anche Del Piero, qualche mese fa, non ce la faceva più e ha commentato sullo scudetto degli onesti.Ci hanno sempre fatto i complimenti per il derby di Milano, per l'atmosfera tranquilla, voglio che rimanga così.Giuro che non volevamo offendere nessuno.” .
Dalle frasi del giocatore simbolo rossonera si denota come la famosa storia degli onestoni debba finire qui, perché è sicuramente un alibi per i tifosi e per i giocatori nerazzurri che si immolano come santi nell’altare del calcio. Vogliamo forse ricordare motorini che piovono dal secondo anello, fumogeni che volano sul campo e sulla spalla di Dida, o ancora più pertinente con il comportamento dei giocatori interisti la penosa rissa di Valencia? Se sono questi i gesti che fanno di questi gioatori dei signori, bhè allora i giocatori del Milan non possono certo accettare delle lezioni di stile. È giusto che queste storie finiscano, è giusto capire che tutti sbagliano, è giusto capire che non esistono onesti e imbroglioni. Esistono solo persone, giocatori, che festeggiano che sbagliano e che chiedono scusa e si prendono le loro responsabilità. Non vedo la necessità che tra di loro esistano censori che dall’alto di non si sa quale superiorità sportiva diano lezioni agli altri, magari alabardati da cilindri e completi bianchi e lindi. Il calcio, come già abbiamo avuto modo di dire,. Ha bisogno di calmarsi, di capire che nessuno può scagliare la prima pietra. Si spera solo che queste frasi mettano la parola fine su questa inutile e lunghissima diatriba tra le due società milanesi. Chiudiamo dicendo che da che mondo è mondo l’attributo di signore lo si da e lo si riceve, non certo ci si può autoproclamare come tale, il Sig. Materazzi che come “angioletto” è quantomeno bizzarro dovrebbe capirlo e finirla con i proclami che anzi che calmare le acque fanno solo si che giocatori come Maligni e Del Piero (che sino a prova contraria, loro si che sono signori) si sentano offesi da frasi che vanno contro il buon senso e i dati empirici. Ma si sa nel calcio sono tutti bravi a puntare il dito, mai che si capisse che alcune volte sarebbe meglio tacere.

lunedì 28 maggio 2007

DERBY INFINITO

DERBY INFINITO

Continua il derby a distanza tra i due club meneghini. Milan e Inter sembrano ancora non aver capito che il campionato è ormai finito e i verdetti sono stati decisi sul campo: Inter campione d’Italia e rossonera campioni d’Europa. Pare proprio non ci sia spazio per reciproche complimentazioni e per feste che celebrino le proprie vittorie anzi che le disfatte (?) delle dirette concorrenti. È solo di ieri il battibecco tra Moratti e Ancelotti dove, il primo, rimprovera al mister dei cugini di aver fatto dichiarazioni poco felici sui suoi giocatori, in particolare Ibrahimovic, che sarebbe l’insospettabile che vorrebbe il Milan. Il secondo invece fa notare al patron nerazzurro come non si debba sentire interpellato visto che dalle sue parole non è mai uscita la parola Inter ne tantomeno il nome di un suo tesserato. È verissimo che Ancelotti parlando di un ipotetico giocatore che vorrebbe passare al Milan non ha mai citato pezzi pregiati del club interista e quindi sembra essere fuori luogo l’accusa del presidente Moratti che forse facendo così ha proprio confermato le indiscrezioni della stampa su un palese malumore del gioiello Ibrahimovic che pare deluso dalla scarsa professionalità della sua dirigenza. Allora pare palese che la dirigenza interista anzi che dare contro il mister rossonero dovrebbe prendersela con i propri tesserati che anche, e soprattutto, in questi momenti dove c’è solo da festeggiare dovrebbero pensare ad alzare al coppa anzi che richiedere sostanziosi aumenti di stipendio o lanciare frecciate all’Inter che sanno proprio di una strana nostalgia di quello che era lo sporco del calcio, fatto di intrighi, poteri nascosti e partite che potremmo definire “strane” per non dire truccate. Allora è forse il caso che ognuno guardi in casa propria, dove l’Inter deve orgogliosamente festeggiare uno scudetto dei record e il Milan una Champions insperata e storica per com’è arrivata. Quindi non ci rimane che dare appuntamento al prossimo agosto (e la data è ancora lontana dall’essere decisa) e vedere come le varie formazioni decideranno di rinforzarsi. Capiremo così chi è il famoso insospettabile e se le paure del presidente Moratti erano giustificate o erano solo benzina sul fuoco.

domenica 27 maggio 2007

E se fosse Ibra?


E SE FOSSE IBRA?

La domanda è lecita, sopratutto dopo le ultimissime esternazioni del tecnico rossonero Carlo Ancelotti: "c'è un isospettabile che vuole il Milan". Ne è passata di acqua sotto i ponti dall'ultima estate dove, per il caso calciopoli la scuadra rossonera non era più così appetibile da parte dei campioni. Ora invece le cose sembrano essere cambiate e i neo campioni d'Europa sono circondati da nuovi ammiratori che smaniano per giocare tra le fila rossonere. E se l'insospettabile fosse Ibrahimovic? Molti indizi portano a lui, a partire dalle scaramuccie con il presidente Moratti, stizzito dopo l'intervista del giocatore a Libero, dove sono stati fatti complimenti a Moggi e al suo modo di gestire le faccende, mentre all'Inter si è ancora lontani dall'avere una dirigenza solida e decisa, queste almeno sono el parole dello svedese. C'è anche da dire che se il Milan lo scorso anno non avesse avuto i noti problemi con la giustizia sportiva, Ibra probabilmente vestirebbe già la maglia rossonera. A questo punto quidni non rimane che aspettare l'evolversi della situazione. E' sicuro che i tifosi milanisti vedrebbero benissimo lo svedese con la casacca rosso e nera, sarebbe sicuramente, vista l'età e la classe, il perfetto sostituto di Sheva e si potrebbe integrare benissimo con il parco attaccanti milanista. Naturalmente si dubita che l'inter possa lasciar andare un giocatore di tale caratura sull'altra sponda del Naviglio, è probabile che pur di non darlo ai cugini Moratti decida di pagargli lo stipendio e fargli tagliare l'erba ad Appiano Gentile......

sabato 26 maggio 2007

Deschamps, resta o va via?


DESCHAMPS,RESTA O VA VIA?

La notizia si rincorre tra i corridoi dei ben informati del calcio: Deschamps si è dimesso. Poi la società smentisce tutto annunciando che l'allenatore della Juventus sarà comunque presente in panchina nella partita odierna della scuadra torinese. Ovviamente nessuno sa veramente quale sia la realtà, la cosa certa è che pare essere una impressione dilagante quella che il tecnico francese sia criticato dalla dirigenza juventina, in primis dal DS Secco e da Cobolli Gigli. I due infatti sembrano non essere mai stati certissimi che Didiè potesse essere l'allenatore di una scuadra che punta a vincere (?) la SerieA nel prossimo campionato. A questo punto bisogna decidere da che parte stare, se da quella del tecnico che è riuscito a dare motivazioni a una scuadra che sino all'anno scorso era in vetta alla massima serie e che poi si è trovata a perdere parte dei suoi big e a vedere quelli rimasti quasi costretti a giocare in palcoscenico che palesemente non gli appartiene,e comunque a portare dei Primavera a diventare titolari e vincere con diverse giornate di anticipo un campionato che vedeva la Signora partire con una forte penalizzazione. Dall'altra parte c'è una dirigenza che non ha visto nel tecnico francese la persona capace di motivare la scuadra per vincere il prossimo campionato e gestire un gruppo di campioni. Sin'ora i risultati del club sono dalla parte di Deschamps e quindi perchè metterlo in discussione se poi la critica viene da gente che sino a pochi giorni fa pubblicamente ammetteva di avere ancora rapporti con chi, Moggi, li ha portati nella situazione odierna?. I tifosi sostengono l'ex centrocampista della Juve e sperano che sia lui, una persona onesta e perbene, che niente ha a che vedere con la vecchia dirigenza a guidare la scuadra anche il prossimo anno. Nel calcio tutto è possibile e vedremo come finirà anche questa vicenda.

venerdì 25 maggio 2007


IL SIGILLO DI INZAGHI

Due anni fa a causa di un infortunio era addirittura in tribuna, due soli giorni fa invece ha firmato al 45’ e al 82 i due gol che sono valsi al Milan la sua 7° Coppa dei Campioni, la coppa dalle grandi orecchie è nella bacheca della società rossonera anche e soprattutto grazie ai gol di Filippo Inzaghi. La sua carriera è stato un vero trionfo e i numeri stanno li a testimoniarlo a tutti. Ad Atene era in ballottaggio con Giardino, ma alla fine ha vinto la sua voglia, la sua cattiveria sportiva, la sua caparbietà e la sua esperienza, è stato lui a scendere in campo senza far rimpiangere minimamente al mister la sua scelta. Ieri sera ha dormito con la maglia della partita ancora addosso, per non staccarsi da quel sogno nemmeno nelle poche ore un cui avrebbe chiuso gli occhi. Sul bus che ha portato in trionfo i giocatori del Milan lui era in prima fila, li a sventolare la bandiera rossonera, la bandiera di quella che lui definisce la “sua famiglia”. Vive per questo, per vedere su un tabellone il suo nome scritto 2 volte e, sapere, che quelle scritte vogliono significare vittoria, vogliono significare entrare nella leggenda di questo sport. Il suo Pallone d’Oro è la gioia della gente, le facce piene di godimento dei suoi tifosi, che inneggiano al suo nome e che ormai al pari dei tanti immortali di questo Milan lo hanno eletto come simbolo di questa squadra. Una squadra che non molla mai, che anche quando ogni speranza sembra svanita (vedi infortunio che sembrava avergli sbarrato le porte del grande calcio) si rialza e, con la forza della sua società e del suo popolo va avanti e magari, vince la settima Coppa dei Campioni. Il popolo rossonera e non solo celebra il suo eroe, Filippo Inzaghi.

giovedì 24 maggio 2007

Milan Campione



Penso che sia già stato detto tutto e letto di tutto, quindi non rimane che onorare il Milan e la sua 7° Coppa dei Campioni.


mercoledì 23 maggio 2007

MILAN: WIN FOR US


MILAN:WIN FOR US

Non sarà un mercoledì come tutti gli altri per milioni di tifosi. Stasera ad Atene scendono in campo quelli che sono gli Dei del calcio, quelli che si giocheranno la partita più importante dell’anno: Milan vs Liverpool. Le due squadre sono già arrivate nella città dell’Acropoli e sono pronte a sfidarsi per la seconda volta in tre anni nella finale di Champions League. Da una parte e dall’altra le motivazioni sono fortissime; i milanisti sono forti di una condizione fisica perfetta che nell’ultimo periodo li ha visti giocare partite esemplari in campo internazianole e, sopratutto, brucia ancora quella finale persa nel modo che tutti sappiamo. D’altra parte gli inglesi vogliono entrare nella storia battendo un’altra volta il Milan che, come nell’occasione precedente parte con i favori del pronostico. I Reds sono abbastanza sicuri di poter riuscire nell’impresa tanto che il loro sito per qualche tempo ieri ha mostrato una pagina dove già si celebravano gli eroi di Atene, in barba ad ogni tipo di scaramanzia. Capitan Maldini invece va a giocare la sua ottava finale, qualcuno lo candida al Pallone d’oro, lui che non solo è un esempio di calciatore eterno, bandiera e rappresentante di quel calcio pulito che piace a tutti, “amici” e “nemici”, ma è anche il più voglioso e il più convinto di poter riuscire a portare a casa questa coppa. Rimane poco al conto alla rovescia, i tifosi fremono e a noi non resta che dire : Forza Milan, non per tifo di club, ma perchè se vittoia sarà, lo sarà dell’intero sistema calcistico italiano, tanto bisfrattato sino ad adesso.

lunedì 21 maggio 2007

SerieA: al fotofinish


SerieA: al fotofinish

Siamo ormai alla fine, quasi tutti i giochi sono stati fatti e come vuole la tradizione le polemiche non sono mai abbastanza. Fiorentina, Palermo e il sorprendente Empoli si guadagnano il posto in Coppa Uefa. Cagliari, Torino e Livorno sono matematicamente salve a 40 punti grazie allo scontro diretto tra Catania e Chiedo che si giocherà nell’ultima giornata e che lascerà sotto questa soglia, in qualsiasi caso, una delle due. Ed è esattamente qui che nasce la polemica, infatti il Chiedo è entrato in silenzio stampa forse per non dover commentare il clamoroso risultato che ha visto la Reggina andare a pareggiare nel secondo tempo una partita che nei primi 45’ la vedeva perdere 3-0 contro l’Empoli. Qui le dietrologie si sprecano, ma vedendo la partita non si scorge un minimo dubbio di combine. È infatti, la Reggina, una squadra che senza le penalizzazioni non sarebbe poi così distante dall’Empoli e quindi non è certo un risultato clamoroso che una squadra con obbiettivi di salvezza riesca a rovesciare una partita nata malissimo. È arrivato il momento di abbassare i toni, di giocare le partite sul campo e di contare sulle proprie forze anzi che sugli aiutino dagli altri campi. Il presidente del Catania infatti ieri in una trasmissione televisiva ha confermato che la sua squadra la prossima giornata giocherà per vincere e si salverà, perché è questo che basta, vincere. E allora perché arrabbiarsi se alla fine nessuno ancora è condannato alla serieB, spetta al Chievo e ai siciliani giocarsi ogni residua possibilità di salvezza. Il dubbio che il Chiedo sia contrariato da questo risultato perché forse la prossima giornata gli sarebbe bastato un pareggino con il Catania per salvarsi è più che lecito. E allora non resta che dire, vinca il migliore e lo faccia sul campo, e con le proprie forze, non con le vittorie o i pareggi delle altre squadre.

domenica 20 maggio 2007


Juve: rieccolA

Una stagione lunghissima, difficile che ad ogni minimo sbaglio sembrava stesse fallendo. E invece no, alla fine Deschamps è riuscito nella bellissima impresa di portare la sua squadra con addirittura 3 giornate di anticipo nella massima serie. Certo la classe della rosa, nettamente migliore alel altre può aver agevolato il compito alla Signora, ma non va minimamente sottovalutata la questione psicologica. Infatti tra le fila dei bianconeri militano campioni del mondo, giocatori che con una Juve in serie A avrebbero vinto il pallone d’oro (vedi Buffon) e chi invece per questa serie B ha rinunciato alla sua nazionale (vedi Trezeguet).le difficoltà stavano allora nella testa e a parte qualche lecito scivolone la squadra del tecnico francese è sempre riuscita ad imporsi e giocare quasi come se il palcoscenico fosse quello della SerieA. Adesso però li attende davvero quel campionato che li metterà di fronte alle solite squadre, ai soliti “nemici”. Servirà una campagna acquisti che potremmo anche definire faraonica, bisognerà spendere, tanto e bene soprattutto. Il sacrificio di Buffon potrebbe essere una mossa necessaria per rinforzare la squadra in mezzo al campo visto che il portiere più forte del mondo è vero che ti cambia la difesa, ma se il resto della squadra manca, anche Buffon prenderà valanghe di gol. È dimostrato che si può vincere un campionato con Julio Cesar, arrivare in finale di Champions con Dida e quindi, il sacrificio del numero uno bianconero potrebbe essere non solo necessario ma anche conveniente. Ora però società e giocatori si potranno godere qualche giorno di festeggiamenti, ma attenti perché subito dopo la gente e i campioni della Juve si aspettano segnali forti dalla propria dirigenza.

A.Angelo Balia
anze83@yahoo.it

sabato 19 maggio 2007

MILAN: ARRIVEDERCI BILLY

Spesso nel calcio si sente la mancanza di bandiere, di giocatori che diano tutto per i colori che rappresentano e che vi siano affezionati non solo per il lauto ricompenso economico che percepiscono. Un giocatore che con il Milan ha vinto 23 trofei, che ha giocato ad altissimi livelli per 27 stagioni, si avete letto bene, 27 stagioni, una enormità se confrontate con le 3 o 4 che sembrano essere così tante per qualsiasi altro calciatore. Naturalmente sto parlando di Costacurta, il professore, è così infatti che lo chiamano i suoi tifosi. Il numero dei trofei, e l’amore che la società di via Turati gli ha dimostrato annunciandogli un futuro nella panca rossonera al fianco di Ancelotti e Tassotti è solo un indizio di quanto questo giocatore sia stato importante per la società rossonera e per il calcio italiano in generale. Oggi a San Siro contro l’udinese, scenderà in campo per la sua ultima partita, una partita atipica quella contro i friulani. Atipica perché vigilia dell’importantissimo incontro con il Liverpool per la finale di Atene, atipica perché in panchina ci saranno solo primavera, atipica perché a salutare il pubblico del Meazza sarà un grande campione che ha contribuito come protagonista alla leggenda milanista nel mondo. Naturalmente quello per Billy sarà solo un arrivederci perché oggi più che mai il calcio ha bisogno di persone pulite e che amino questo sport, e il Milan ha già previsto un grande futuro per il suo numero 5.
Allora non resta che fare tanti auguri a Costacurta anche a noi sportivi, qualunque sia la nostra fede calcistica, perché tutti amiamo il calcio e i suoi eroi.

Angelo Balia
Anze83@yahoo.it

venerdì 18 maggio 2007

Inter, campioni e non saper perdere

Inter, campioni e non saper perdere

La Roma riesce meritatamente, e lo sottolineo visto che adesso viene messo in discussione anche questo, la Coppa Italia. Alla fine delle due partite il computo dei gol vede avanti la Roma per 7-4 e, mi pare che il risultato sia abbastanza chiaro. Ieri però quella che per la squadra capitolina era una semplice formalità per l’Inter era qualcosa di più, una partita del riscatto che purtroppo per i suoi tifosi non è finita sul 4-0 che avrebbe concesso alla squadra di Mancini di portare a casa la coppa per il terzo anno consecutivo. Proprio Mancini è stato espulso dall’arbitro dopo una serie di atteggiamenti che definire sconvenienti è poco, non si può essere l’allenatore della squadra campione d’Italia e farsi espellere nell’arco di una stagione tante, troppe volte. E dire che tecnici come Ancelotti e Benitez che si giocheranno una finale di Champions League hanno un carisma totalmente diverso e la loro squadra raggiunge comunque importanti obbiettivi. Questo sa a significare che all’estero (vedi rigore reclamato da Rooney contro il Milan) si reclama, si alzano le braccia, si sbuffa, ma finisce li. Subito dopo ci si rialza e si continua a correre o incitare la propria squadra,non certo insultare l’arbitro. Allora bisogna imparare a perdere con dignità, accettare che tutti possono sbagliare, visto che non mi pare che Mancini quest’anno non abbia mai sbagliato una formazione (vedi Valencia). Allora l’invito è quello di essere sportivi, altrimenti succede che quando le coppe si vincono sono bellissime, quando si perdono diventano addirittura “non importanti”. Il calcio ha bisogno di esempi positivi, a partire dai suoi protagonisti.

A.Angelo Balia

giovedì 17 maggio 2007

Ambrosini e la sua finale

Ambrosini e la sua finale

Ad Instambul il destino gli negò di poter disputare la finale che il Milan aveva raggiunto proprio grazie ad un suo gol contro il PSV in una partita che stava vedendo la compagine rossonera clamorosamente battuta per 3-0 dagli olandesi. Si infortunò contro il Lecce e potè vedere quella disfatta solo dalla tribuna. È allora facile pensare quanto possano essere forti le sue motivazioni per scendere in campo il 23 di Maggio, ad Atene e riprendersi quella coppa che si vide portar via senza nemmeno potersi opporre come sa fare lui. Non è infatti un caso che il Milan abbia ripreso a giocare ad altissimi livelli con il suo rientro in campo e con la piena forma fisica. Contro il Manchester la sua prestazione è stata formidabile, da tutti ritenuto uno dei migliori in campo, se non addirittura il migliore, ha trascinato il Milan in questa finale e vorrà esserci, pensare che per paura di un infortunio non è nemmeno sceso in campo nella partita della scorsa domenica, la voglia è tanta e la grinta non gli manca. Rilasciando un’intervista sul sito Uefa dice così di Steven Gerrard “è il più grande centrocampista europeo al momento, non c’è dubbio. È un onore giocare contro di lui, ma anche una grande sfida: affrontarlo in finale sarà ancora più difficile”.
Ora non rimane altro che aspettare la finale e vedere chi dei due avrà ragione, chi sarà il più forte d’europa, ricordandoci anche che in caso di assenza di Maldini, sarà proprio Ambrosini il capitano, come Gerrard lo sarà per il Liverpool e solo uno dei due potrà alzare la coppa dalle grandi orecchie, la mitica Champions League.

A.Angelo Balia

Uefa : Che finale!!

Uefa: che finale!

Ieri sera all’Hampden Park di Glasgow è andato in scena l’atto conclusivo della coppa Uefa, la partita tutta spagnola tra Siviglia ed Espanyol. Un derby tra squadre iberiche che ha veramente entusiasmato non solo i propri tifosi ma anche chi si fosse messo davanti alla tv. Una partita a viso aperto ricca di emozioni. La tanto bistrattata Coppa Uefa ha infatti fornito un bellissimo spettacolo, con una partita che è iniziata con una supremazia del Siviglia che si è portato in vantaggio con Adriano al 18' che ha concluso una bellissima azione in contropiede, per poi avere il pareggio dell’Espanyol al 28’ con Reira. La ripresa ha visto l’espulsione di Hurtado per la squadra di Valverde che ha lasciato il Siviglia totale padrone del campo e del gioco, e al 105’ è arrivato il gol del vantaggio Sivigliano che era nell’aria già da molti minuti. A questo punto, con una squadra in superiorità numerica, che domina e sembra poter segnare il definitivo 3-1 in qualsiasi momento succede quello che rende il calcio uno strano sport, bello ed emozionante, con un repentino capovolgimento di campo e un tiro scoccato da una trentina di metri, Jonatas porta la sua squadra ai rigori. E qui come tutti sanno la lotteria dei penalty avrebbe potuto premiare entrambe le squadre, o l’ottimo Siviglia che ha dominato la finale o il mai morto Espanyol che con tanto coraggio e cuore aveva creduto in questa vittoria. Sappiamo tutti com’è andata a finire, il Siviglia per la seconda volta consecutiva porta a casa una coppa Uefa che per la squadra di Juande ramos potrebbe solo essere una delle soddisfazioni di una stagione spettacolare che vede la sua squadra ancora in lotta per la Liga e in finale di Coppa del Re. E’ stato un bello spot per il calcio, in attesa che la più blasonata finale di Champions possa dare altrettante emozioni e magari, per la gioia dei tifosi milanisti, ed italiani, regalare una vittoria al Milan prima dei calci di rigore. Appuntamento al 23 allora, e che vinca il migliore ma anche lo spettacolo.

A.Angelo Balia

mercoledì 16 maggio 2007

Inizia il valzer


Sta iniziando quel periodo che nel calcio ogni giorno fa sognare milioni di tifosi e ogni giorno ne disillude altrettanti, salvo poi la mattina sucessiva ribaltare le parti. Naturalmente parlo del furente calciomercato, quello vero, quello dove si firmano i contratti, non certo quello di febbraio o Marzo, dove le voci sono inventate solo per riempire spazi vuoti in un quotidiano. Allora sarebbe bello che anche i tifosi potessero dire la loro su quali potrebbero essere gli acquisti ideali per la propria squadra. Tra un Ronaldinho che costa 100ml di euro, uno Sheva che vuole tornare, un Trezeguet che giura fedeltà alla juve e un Ibra che viene tentato dalla sirene madriniste ce n'è veramente per tutti. Oggi però prendendo spunto da un sondaggio della gazzetta vi propongo una selezione di giocatori che si sono distinti in quest'ultimo campionato e che potrebbero essere scelte papabili per grandi alla ricerca di campioni.

Daniel Agger (Liverpool) : il gol nella semifinale di Champions che ha mandato al tappeto il Chelsea è solo il coronamento di una stagione superlativa.

Theofanis Gekas (Bochum) : Arrivato in Bundesliga a 26 anni, è diventato un'iradiddio: 20 gol nel Bochum, capocannoniere del torneo

Mario Gomez (Stoccarda) : Ha 21 anni ed è già un punto di riferimento in attacco per il suo club e per la nazionale tedesca.

David Silva (Valencia) : classe '86, ha disputato un'annata impressionante come esterno di centrocampo.

Miguel Torres (Real Madrid): Capello ha lanciato il "canterano" come nuovo Roberto Carlos e lui, giovanissimo, non si è fatto spaventare.

Naturalmente queste sono solo alcune delle possibili proposte, o meglio sono quei giovani (o meno giovani) che un anno fa non avrebbero avuto tutto il mercato che hanno adesso grazie alle loro prestazioni.Allora aspetteremo che qualcosa succeda e per ora i tifosi continueranno a sognaro su titoli anzi che su veri acquisti!.

martedì 15 maggio 2007

Milan-Ribery: la non-notizia


Ieri in conferenza stampa Carlo Ancelotti ha si parlato dei nomi che sono sulla bocca di tutti, ma ha anche citato un certo Ribery. Nazionale francese, centrocampista offensivo in grado di giocare a centrocampo, sulla fascia o dietro le punte, duttile, tenace e talentuoso. Si capisce come parlare del ritorno di Sheva o dei 100milioni per Ronaldinho possa essere molto più “proficuo” per i giornali perché i titoloni si sprecano, ma nessuno ha forse sentito cos’ha detto il mister rossonero. Ribery gli piace, e molto, e lo ha già chiesto alla società come rinforzo. È sicuramente un giocatore da Milan, è sicuramente un giocatore che si inserirebbe benissimo nello scacchiere rossonero. Non costerebbe certo 100milioni di euro e sicuramente, vista anche l’età, sarebbe un’ottimo investimento. Spesso non si pensa che oltre ai nomi, serve anche la sostanza in un giocatore, probabilmente a livello tattico un giocatore come il francese sarebbe anche più utile di un Ronaldinho. È vero che il brasiliano può da solo cambiare il volto a una squadra, ma è anche vero che dietro ci dovrebbe essere un centrocampo che non fa altro che lavorare per lui, kaka e la punta (Ronaldo o chissà chi….). Cerchiamo di vedere anche la parte negativa del discorso, tatticamente il Milan sarebbe molto più prevedibile, con un gioco che si svilupperebbe solo per vie centrali e solo se i due trequartisti saranno in vena. L’Italia non è come la Spagna, dove si può giocare con un mediano e poi solo centrocampisti offensivi, punte e mezze punte. Da noi le piccole squadre non ti fanno giocare, si chiudono, attaccano i minimi spazi e tutta la squadra deve correre per coprire, ripartire e giocare la palla, magari allargando il gioco per cercare spazi in difese composta anche da 8/11 della squadra. È per questi motivi che mi sembra logico che un Ribery possa essere molto più utile del brasiliano, sicuramente farebbe meno scalpore e meno titoloni il girono dell’acquisto, ma alla fine nel calcio giocato sono più importanti i titoloni o il gioco e i risultati??
A.Angelo Balia